L'Impero romano d'Occidente e i Barbari: le invasioni e la disfatta economica del V secolo d.C.

Gli approfonditi studi che si sono svolti in questi ultimi decenni sul tardo antico hanno
consentito di precisare le caratteristiche del periodo e di generare un acceso dibattito
che, ancora oggi, dilania il mondo acca
Gli approfonditi studi che si sono svolti in questi ultimi decenni sul tardo antico hanno
consentito di precisare le caratteristiche del periodo e di generare un acceso dibattito
che, ancora oggi, dilania il mondo accademico che risulta essere smembrato in due
scuole di pensiero: continuisti e catastrofisti.1 I primi, a seguito della rivoluzione
copernicana di Peter Brown2, considerano il tardo antico come un’età di transizione
che segna il graduale passaggio dall’epoca antica a quella medievale3. I secondi, al
contrario, giudicano il periodo come un’epoca di cesura e di rottura con il mondo
antico4.
Appare evidente che la diversa valutazione che si da all’epoca ha portato ad
una distinta considerazione delle invasioni barbariche. Secondo i continuisti, infatti, le
popolazioni che attraversano il confine germanico non provocano alterazioni nella
struttura economica e politica dell’impero romano d’Occidente e affermano che i
barbari si sono semplicemente “accomodati” nel territorio di Roma5. Secondo i
catastrofisti, invece, gli invasori hanno causato il declino economico e sociale di
Roma portandola verso la caduta sancita nel 476 d.C.6
La sterile controversia, che ancora oggi è attiva nel mondo accademico, non ha
consentito di precisare come i Barbari abbiano alterato il sistema economico romano
poiché le due fazioni non hanno analizzato come gli “invasori” si siano inseriti
all’interno di un apparato consolidato ma fragile.
Il modello che qui si propone è sostanzialmente diverso da quello tradizionale:
non si parlerà di continuità o di rottura ma di una alterazione sostanziale che porterà
alla nascita di un nuovo mondo economico fondato su nuove basi.
Per raggiungere questo scopo si sono analizzate sia le fonti letterarie che
quelle archeologiche in maniera paritetica: nessuna delle due ha prevalso sull’altra in
modo da non far risaltare ne l’idea della continuità ne quella della rottura.
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Metadaten
Author:Alberto Giudice
URN:urn:nbn:de:hebis:30:3-268517
ISSN:1862-8478
Parent Title (German):Frankfurter elektronische Rundschau zur Altertumskunde : FeRA
Publisher:Institut für Archäologische Wissenschaften
Place of publication:Frankfurt M.
Document Type:Article
Language:Italien
Year of first Publication:2011
Publishing Institution:Univ.-Bibliothek Frankfurt am Main
Release Date:2012/11/06
Volume:16
Pagenumber:10
First Page:1
Last Page:10
Institutes:Geschichtswissenschaften
Dewey Decimal Classification:930 Geschichte des Altertums bis ca. 499, Archäologie
Licence (German):License Logo Veröffentlichungsvertrag für Publikationen

$Rev: 11761 $