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La breve vita dello psykter. Parabola dell'habrosyne sullo scorcio dell'arcaismo
(2011)
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Catia Trombetti
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L'Impero romano d'Occidente e i Barbari: le invasioni e la disfatta economica del V secolo d.C.
(2011)
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Alberto Giudice
- Gli approfonditi studi che si sono svolti in questi ultimi decenni sul tardo antico hanno
consentito di precisare le caratteristiche del periodo e di generare un acceso dibattito
che, ancora oggi, dilania il mondo accademico che risulta essere smembrato in due
scuole di pensiero: continuisti e catastrofisti.1 I primi, a seguito della rivoluzione
copernicana di Peter Brown2, considerano il tardo antico come un’età di transizione
che segna il graduale passaggio dall’epoca antica a quella medievale3. I secondi, al
contrario, giudicano il periodo come un’epoca di cesura e di rottura con il mondo
antico4.
Appare evidente che la diversa valutazione che si da all’epoca ha portato ad
una distinta considerazione delle invasioni barbariche. Secondo i continuisti, infatti, le
popolazioni che attraversano il confine germanico non provocano alterazioni nella
struttura economica e politica dell’impero romano d’Occidente e affermano che i
barbari si sono semplicemente “accomodati” nel territorio di Roma5. Secondo i
catastrofisti, invece, gli invasori hanno causato il declino economico e sociale di
Roma portandola verso la caduta sancita nel 476 d.C.6
La sterile controversia, che ancora oggi è attiva nel mondo accademico, non ha
consentito di precisare come i Barbari abbiano alterato il sistema economico romano
poiché le due fazioni non hanno analizzato come gli “invasori” si siano inseriti
all’interno di un apparato consolidato ma fragile.
Il modello che qui si propone è sostanzialmente diverso da quello tradizionale:
non si parlerà di continuità o di rottura ma di una alterazione sostanziale che porterà
alla nascita di un nuovo mondo economico fondato su nuove basi.
Per raggiungere questo scopo si sono analizzate sia le fonti letterarie che
quelle archeologiche in maniera paritetica: nessuna delle due ha prevalso sull’altra in
modo da non far risaltare ne l’idea della continuità ne quella della rottura.
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Glottofagia nei testi di Umberto Eco, Wolfdietrich Schnurre e Yoko Tawada
(2007)
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Julia Genz
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Catalogo delle piante vascolari del Monte Baro
(1903)
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Francesco Ardissone
- La Florula del Monte Baro, sino dalle prime volte che io ebbi occasione di visitare il suo campo, parvomi così ricca da meritare un catalogo speciale. Nè in seguito da tale parere valse a distogliermi il considorare che le suo specie piu notevoli, da gran tempo, in parte già erano state indicate dal Comolli (1), dal Parlatore (2), dall'Artaria (3); imperciocchè le indicazioni di questi autori, mentre costitniscono altrettante preziose contribuzioni alla conoscenza della Florula di quel monte, come è naturale, non possono darne che una rappresentazione affatto insufficiente.
Il catalogo da me divisato è ora compiuto e più non mi rimane che di presentario ai giovani amici dell'amabile scienza, ciò che mi induco a fare con la speram:a che valga a facilitare la determinazione delle specie di quella località, così meritevole di essere scelta a meta eli botaniche escursioni.
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Analisi sistematica degli insediamento cicladici attraverso un gis multi-layers
(2010)
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Serena Torello Di Nino
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Sulle rive di Babele : gli esercizi di traduzione di Paul Celan per Gisèle Celan-Lestrange
(2007)
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Giulia A. DiSanto
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Catalogo dei pesci delle Isole Canarie
(1893)
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Decio Vinciguerra
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Intorno ad una lettera di Carlo Federico Gauss al Dr. Enrico Guglielmo Mattia Olbers memoria
(1883)
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Baldassarre Boncompagni
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Contributo alla biogeografia degli Zigenidi delle Alpi Liguri (Lepidoptera: Zygaenidae)
(1982)
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Emiliio Balletto
Luigi A. Cassulo
Giovanni G. Toso
- La distribuzione geografica delle 21 specie di Zygaena e 8 specie di Adscitinae viventi nelle Alpi Liguri è stata analizzata sia nei suoi rapporti col resto della fauna paleartica, sia a livello italiano e ligure. Tale indagine ha consentito di evidenziare l'esistenza di numerosi centri di rifugio e speciazione e di mettere in luce diverse aree di transizione primaria e secondaria intese secondo il senso di Thorpe (1983). Il significato adattativo del cosiddetto melanismo littorale (Burgeff 1950) è discusso in termini di conquista di una nuova nicchia ecologica e di caduta nel valore aposematico.
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Il sistema verbale del sardo moderno: tra conservazione e innovazione : parte seconda : l'imperfetto: conservazione delle forme etimologiche di imperfetto e perfetto latini
(2005)
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Simone Pisano